La “Ciammaichella”

Nei giorni di festa, a conclusione di ogni giro per le vie del centro urbano, i Banderesi, capeggiati dal Sergentiere, compiono in piazza Roma una singolare rievocazione. Uscendo da Corso Pierantoni, il corteo percorrere la piazza, dalla chiesa di S. Francesco in Sotto, con movimenti trasversali e paralleli a tracciato serpentino, fin tanto da coprire l'intero invaso. Il lungo corteo viene così a disporsi in bracci paralleli, con persone che avanzano gradualmente in entrambi i sensi. Visto esternamente, il gruppo dà un'illusione ottica che lo fa apparire più numeroso. E' un'originale cerimonia,  che ricorda l'antico stratagemma escogitato dai Bucchianichesi per ingannare l'esercito nemico, ed è diretta dal Sergentiere "maestro della Ciammaichella". Attualmente la cerimonia viene rinnovata la domenica precedente al 23 maggio, quando rientrano i carri ed i canestri dalla campagna. La piazza diventa improvvisamente un ballo di fiori con centinaia di colori, in un'atmosfera suggestiva di un grande spettacolo, unico ed originale.

Le “Entrate”

    La sera del 24 maggio viene aperta la Porta Santa nella cripta della chiesa di S. Urbano. Il Sergentiere ed il Banderese con tutto il corteo entrano da questa porta e si inginocchiano in preghiera davanti il reliquiario con le Ossa del Santo, quindi uscendo dalla porta opposta e circumvallando la chiesa, rientrano da quella ripetendo le stesse azioni. La tradizione vuole che la cerimonia de "le entrate" sia ripetuta per nove volte di seguito, al fine di poter acquistare l'Indulgenza Plenaria concessa nel 1801 da Papa Pio VII.

  Il  gioco del  “Tizzo”

    Il tizzo è un gioco di abilità svolto in piazza la sera del 24 maggio. Tutti i Banderesi si dispongono in cerchio. Due di loro si mettono diametralmente opposti, all'esterno del cerchio, e, in un clima di tifo generale e dopo la stratta di mano, come dei bravi atleti, cominciano ad inseguirsi cercando di afferrarsi. Il gioco è iniziato dai due figli del Banderese; questi si dispongono come sopra e quindi uno di loro finge di essere il nemico, l'altro deve giocare di abilità e furbizia fin tanto da sorprenderlo e così afferrarlo. Finita questa esibizione, competono di nuovo, però con i ruoli scambiati; il gioco quindi dà modo di mostrare le proprie capacità ad entrambi i concorrenti. Le altre coppie, voglio se di partecipare, chiedono il loro turno di gioco al Sergentiere che da sempre ha arbitrato e diretto la competizione, mettendosi al centro del cerchio. La scherzosa ilarità del gruppo spinge sempre nella competizione due persone burlone, che certamente susciteranno il riso a molti spettatori. Tracciare le origini di questa manifestazione è molto arduo; alcuni vogliono che sia il ricordo tramandato degli antichi allenamenti militari, svolti prima della battaglia trecentesca, altri lo ricordano da sempre come gioco svolto per divertire la gente. In lingua bucchianichese il gioco è chiamato «attizze», che chiaramente proviene dal verbo «att'zzà» che stando al significato lo possiamo tradurre in «incitare alla lite» oppure alla competizione. Tuttavia è molto importante far notare che il gioco è una esclusività di Bucchianico.

La consegna dell’Arma Santa

Questa cerimonia, perpetuata da sempre durante la festa, anche se nel passato era molto più semplice di quella odierna, trae la sua origine dall'antica consuetudine dell'epoca comunale, quando il Giudice affidava il comando militare al Capitano della truppa (Sergentiere). Fino ad alcuni anni fa questo compito era svolto dalla famiglia Maij di Bucchianico, e più anticamente dalla famiglia Scoppetta, che sul portone del proprio palazzo situato in piazza, porgeva al Sergentiere l'alabarda, quale simbolo dell'intero armamentario comunale. Attualmente è il sindaco che rinnova il rito a nome di tutta la collettività nella mattina del 25 maggio secondo l'antica consuetudine.

La consegna dei Vessilli e degli anelli

Le autorità civili e religiose, quest'ultima rappresentata nel passato dall' Arciprete di S. Michele Arcangelo e dal Preposito di S. Maria Maggiore, la mattina del 25 maggio, sulla soglia della chiesa di S.Urbano, consegnano le due bandiere tradizionali "la Banjre" e "lu Stunnard" al Banderese. Quest'ultimo affida la prima al primogenito e la seconda al secondogenito oppure ad un parente più stretto. Nel contempo la moglie del Banderese dà l'"addio" ai suoi figli, affidando loro degli anelli d'oro quale pegno di fedeltà. A memoria d'uomo si ricorda sempre lo scambio degli anelli; questi monili da sempre sono stati conservati dai figli come ricordo di tutta la celebrazione. Sono chiamati "anell'e de Sande Rubbène" (anelli di S. Urbano).

Il Ringraziamento

Consiste nel recarsi in corteo in tutte le chiese di Bucchianico, per una sosta in preghiera. La cerimonia, svolta dai Banderesi e dal Sergentiere, ha un itinerario preciso: inizia con la chiesa dell'Assunta, successivamente S.ta Chiara, la Cappellina di S. Camillo e la chiesa S.Camillo  e S.Francesco. I figli del Banderese recano offrono due ceri in tutte le chiese.  A seguire la Messa solenne e la "bbenedizione d' le quattre candjune" (benedizione dei quattro cantoni), nella chiesa di S. Urbano. I  Banderesi accendono i ceri, offerti il giorno precedente, ed in processione con le Ossa del Santo escono dalla porta principale. La prima sosta è nella strada sopra gli Inforzi, dove il parroco benedice le vallate dell'Alento, si prosegue benedicendo corso Pierantoni sino a fermarsi sulle Ripe di S. Urbano, da cui si invoca la protezione sui raccolti delle vallate del Rio-Seripenne e del Feudo, quindi circumvallando ancora la chiesa si sosta all'imbocco di via S. Urbano per un'ulteriore benedizione. Si conclude rientrando dalla Porta Santa, i cui battenti, verranno chiusi da quel momento, sino all'anno successivo. Successivamente il corteo riprende il ringraziamento dalla chiesa del Madonna del Carmine, è conclude il cerimoniale. 

Il sorteggio del Banderese

La mattina della domenica successiva alla passata festa di S. Urbano, le persone residenti in campagna, che desiderano adoprarsi nell'organizzazione della manifestazione prossima, si recano per iscriversi nei locali dell'edificio comunale, dove ad attenderle sono presenti il Sergentiere, il Sindaco ed il parroco. Ad un'ora stabilita, chiuse le iscrizioni, si provvede alla pubblica estrazione. Il parroco, dopo aver implorato a benedizione del santo ad alta voce, dà inizio al sorteggio; al vociare della folla gremita in piazza, fa eco il nome del prescelto, estratto dopo il biglietto in cui è scritto "Sant'Urbano". Un grande urlo di gioia segue la notizia, ed un allegro rullio di tamburi rintona nel chiostro dell'edificio comunale, dove nel frattempo parenti ed amici del neo-eletto accorrono a congratularsi in un commovente abbraccio insieme al Banderese uscente, che offre al nuovo fortunato un mazzo di fiori. Il neo-eletto, insieme a famiglia e parenti, e Banderese uscente, si recheranno nella chiesa di S. Urbano per rendere grazie al Santo e successivamente a casa del Sergentiere. In serata il nuovo Banderese farà festa nella propria abitazione, invitando tutta la gente di Bucchianico, e per l'occasione riceve formalmente dal Banderese uscente "lu lacce" o ex voto.