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Da ciò dedussero che il Santo voleva essere venerato a Bucchianico
e lasciarono le sue Reliquie alla cura dei frati benedettini di
Santa Maria Maggiore.
Una prima notizia circa il culto di Sant'Urbano a Bucchianico
risale al 1034 quando Sant'Aldemario Abate, fondò un monastero
benedettino adiacente ad una chiesa edificata in onore di Sant'Urbano,
così come si legge in una sua biografia del secolo XI scritta
da Paolo Diacono in appendice al "De Ortu et Vita" del
monastero di Montecassino, in parte pubblicata dal Gattula nel
1758 : " ...venne nella terra di Bucchianico e trovatosi
una certa chiesa intitolata a Sant'Urbano vi edificò un monastero
".- Il convento si intitolò a Santa Maria Maggiore e nella
chiesa, oggi non più esistente, il vescovo Pietro di Salpi nel
1243 ripose il corpo di Sant'Urbano sotto l'altare maggiore facendo
incidere la seguente iscrizione:
PRAESUL SALPENSIS PETRUS HOC ALTARE DICAVIT
QUO PATRIS ILLUSTRI URBANI CORPUS HUMAVIT
ANNOS SI RELEGIS DOMINI SUNT MILLEDUCENTI QUADRAGINTAQUE TRES
ISTUD DENUNCIO GENTI
Un'altra epigrafe inizialmente murata nella chiesa del Purgatorio
(ex chiesa dei SS. Apostoli), ritrovata durante il restauro strutturale
di una casa privata, ora posta all'ingresso della chiesa di S.Urbano,
ci conferma che già nel 1280 si celebrava la festa:

ANNO MILLENO CENTUM BIS OCTUAGENO MUNERE DIVINO
PRAESCRIPTIS ADDITO TRINO
URBANI FESTUM LIMEN TULIT ORDINE GENTIUM
La comunità di Bucchianico ha sempre acclamato questo Santo come
suo protettore, festeggiandolo il 25 maggio da tempo immemorabile
con grande solennità, così come risulta dai bilanci comunali del
1764. Le sue Reliquie si conservano oggi nella cripta della omonima
chiesa.
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Nacque a Roma in via Nomentana e fu papa dal 222 al 230. Scarsissime
sono le notizie storiche che lo riguardano, spesso contraddittorie,
nate, probabilmente, dalla venerazione in Roma di due Urbano ritenuti
entrambi Papa: uno sepolto nel Cimitero di S.Callisto e l'altro
in quello di Protestato.
Revocò il decreto di papa Zeferino, che stabiliva l'uso di vasi
vitrei nei sacrifizi, prescrivendo che da tutti e dovunque si
usassero calici d’argento. Una tarda “Passio”
lo vuole martire e legato alla storia di S.Cecilia. E’ ricordato
nel Martirologio Romano il 25 maggio. Per la sua esortazione e
dottrina molti (fra i quali Tiburzio e Valeriano) abbracciarono
la fede di Cristo, e per essa subirono il martirio. Egli pure,
nella persecuzione di Alessandro Severo, dopo aver molto sofferto
per la Chiesa di Dio, da ultimo con la decapitazione ottenne la
corona del martirio.
La tradizione vuole che molti secoli fa’, Sant’Urbano
sia apparso in visione ad alcuni cittadini pugliesi della città
di Troia, esortandoli a prelevare il suo corpo seppellito nelle
catacombe di S.Callisto a Roma, per elevarlo al culto degli altari.
Questi, partiti in processione, giunsero a Roma e con devozione
riposero le Ossa del Santo dentro un reliquario, che avrebbero
custodito nella loro cattedrale. Durante il cammino di ritorno,
condotto probabilmente lungo il tratturo L'Aquila-Foggia, essi
arrivarono sotto le mura di Bucchianico, e per l’approssimarsi
della notte, sostarono dentro il paese.
Si racconta che la mattina seguente i pellegrini non potettero riprendere
il viaggio per un violento temporale, che si rianimava ogni qualvolta
erano intenzionati a proseguire.
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